TIRA UNA BRUTTA ARIA

04 Dic
4 dicembre 2009

Due piccolissime buone notizie questa settimana, in mezzo a un clima invece molto teso e pesante.  Entrambe riguardano il positivo evolversi del percorso post congressuale del PD. In Senato, il gruppo del PD ha infatti eletto l’ufficio di presidenza. Siamo un gruppo di 120 persone, composito, in cui anche la maggioranza che ha vinto il congresso è minoritaria rispetto alla composizione complessiva. Si è però cercato di costruire con intelligenza ed equilibrio un gruppo rispettoso dell’asse politico-culturale che ha vinto il congresso, mantenendo fede a quella gestione plurale invocata spesso da Bersani e, in questo caso, applicato alle attività del gruppo con il coinvolgimento di tutte le competenze. La presidente Finocchiaro ha lavorato in questi giorni sull’organigramma del gruppo: l’aspetto positivo è l’aver costruito una proposta, votata e approvata a voto segreto dall’assemblea del gruppo. Il risultato del voto ha infatti confermato pienamente le vicepresidenze e altre responsabilità, sottolineando una gestione collegiale. Per un partito che deve liberarsi delle scorie post congressuali è un bel segnale di coesione, lontano da irrigidimenti e da logiche di correnti.
La seconda buona notizia è un modestissimo spiraglio che abbiamo avvertito al Senato sulle riforme istituzionali. La mozione presentata dal PD è stata infatti condivisa anche dalla maggioranza.  Non è certo cambiato il clima generale della vita politica italiana, ma abbiamo ottenuto due cose importanti: un riconoscimento, espresso anche dalla maggioranza, circa il fatto che le riforme costituzionali debbano essere condivise. E questo è un punto di principio importante; nella nostra mozione abbiamo poi ribadito la necessità di partire da una riforma delle legge elettorale che dia ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, restituendo al parlamento il ruolo e lo spessore di autorevolezza oggi piuttosto sfuocato.
Come detto si tratta di due piccole cose, in una settimana invece molto critica. Il clima che si respira è ammorbante, quasi mefitico. Ovviamente hanno contribuito anche le esternazioni fuori onda di Fini, anche se si limitano a fotografare un pensiero largamente condivisibile.
La reazione scomposta di gran parte della maggioranza evidenzia ancora una volta una situazione politica costantemente sull’orlo di una crisi di nervi e una grande tensione istituzionale che fa temere un corto circuito pericoloso. A questo si aggiungono le dichiarazioni rese oggi ai magistrati dal pentito Spatuzza, che chiama direttamente in causa il presidente del consiglio. Siamo in presenza di un personaggio che non può essere preso come il portatore di verità rivelate, tuttavia è compito della magistratura andare fino in fondo, cercare i riscontri, accertare come siano andate effettivamente le cose. Accuse di questo tipo si possono rivelare mendaci e false nella loro compiutezza e quindi confermerebbero un atteggiamento destabilizzante da parte della criminalità organizzata. Detto questo è chiaro che non possono rimanere dubbi di comportamenti collusivi con la criminalità organizzata da parte di un primo ministro. Non si può governare il Paese con questo marchio di discredito e di infamia in qualche modo cucito addosso. La situazione probabilmente si avviterà ulteriormente più nei prossimi giorni, in una spirale di tensione crescente. Da giorni i media controllati dal presidente del consiglio stanno demolendo la figura di questo pentito. L’unica cosa da fare è invece lasciare svolgere le indagini alla magistratura perché possa accertare fino in fondo responsabilità e fatti. Ci possono essere ovviamente dubbi su rivelazioni fatte dopo 15 anni, che potrebbero essere l’espressione di un disegno destabilizzante, ma è allo stesso tempo un dato di fatto che su certe contiguità siamo informati da tempo. La definizione del boss Mangano come di un “eroe” arriva direttamente da Berlusconi, non da altri. La condanna a nove anni del suo braccio destro Dell’Utri, seppure in primo grado, per  faccende legate alla mafia sono un altro elemento significativo. Purtroppo viviamo una stagione in cui il fatto che ognuno debba rispondere dei propri comportamenti non va molto di moda. Per questo le dichiarazioni di Fini colgono nel segno: c’è qualcuno che pensa di non dover essere sottoposto a nessun tipo di verifica e di non dover dar conto dei propri comportamenti ai cittadini e al Paese.
In questo pessimo clima, resta immutata la drammaticità di una situazione economica e sociale che vede tanti italiani faticare per arrivare a fine mese. La speranza è si possa tornare ad affrontare questo tipo di problemi, possibilmente trovando qualche soluzioni efficace. A questo obiettivo sono dedicate l’attività parlamentare e le mobilitazioni che il PD ha promosso per i’11 e 12 dicembre prossimi in mille e più piazze del Paese.
 

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1 commenta
  1. PM says:

    Buonasera, senatore le chiedo solo per cortesia di far approvare la legge di riforma della Polizia Municipale e non di fare ostruzionismo, attendiamo la legge di riforma da 10 anni.
    La ringrazio
    Saluti e Buona serata.

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