Iva

20 Mar
20 marzo 2010

 “regalino” da 80 milioni ma solo al Comune di Roma

 

“Ai Comuni proprietari di Hera, o di Acegas, o i piemontesi, liguri
ed emiliani di Enia-Iride, nemmeno uno spicciolo. E’ il federalismo di Tremonti”

Un’altra regola truccata dal governo a vantaggio del furbacchione di turno. In questo caso il Comune di Roma destinatario di un regalino di 80 milioni, a titolo di compensazione per l’Iva versata dall’azienda servizi della capitale sugli utili d’esercizio. Mentre agli altri Comuni, quelli proprietari di Hera, o i veneti di Acegas, o quelli liguri, piemontesi ed emiliani di Enia-Iride, nemmeno uno spicciolo. E’ il federalismo in versione Tremonti, quello che premia la tanto – da loro – vituperata Roma ladrona. Ma andiamo con ordine.

L’antefatto. Anni fa, quando la legislazione spingeva in questo senso, si decise che i Comuni che trasformavano le municipalizzate in spa, nella fase transitoria non avrebbero versato l’IVA sugli utili d’esercizio, per non penalizzare troppo i loro bilanci, e non pesare sui cittadini. La misura era giusta in sé, nella specificità italiana, ma incorse in una procedura di infrazione comunitaria, perchè giudicata un aiuto di stato che alterava la concorrenza. Conseguentemente, nella precedente legislatura, in un provvedimento di cui sono stato relatore in Senato, si dispose il recupero delle somme, da attuarsi a carico delle Aziende di Servizi partecipate dai Comuni, secondo una gradualità che, nel rispetto delle disposizioni, non gravasse troppo sui bilanci di esercizio.
A questo punto entra in gioco la variabile Tremonti, sempre in cerca di denaro fresco da rastrellare. Così, sul finire del 2009, il nostro s’inventa un’ulteriore urgenza da infrazione comunitaria, e impone con decreto di pagare tutte e subito quelle somme: più di 600 milioni di euro complessivi ma senza alcuna considerazione per i riflessi ( a fine anno ! ) sui bilanci delle Aziende, sui rendimenti d’esercizio, e conseguenti ricadute in termini di penalizzazione sugli utili per i risparmiatori e i comuni proprietari e soci.
Ma una volta fissata la regola, ecco spuntare la norma a vantaggio di qualcuno sempre più furbo, perchè potente, e con le “giuste” connivenze e protezioni. Così, nell’atto del Governo n. 195/2010, con cui si destinano le somme introitate con lo scudo fiscale, spunta, al comma 13 dell’art. 2, debitamente oscurato, uno stanziamento di 80 milioni al Comune di Roma, per “compensare” la perdita di entrate determinate dalla decisione del governo.

La conclusione. Nessuna “invidia” per il Comune di Roma, e si spera che quelle risorse siano utili per dare servizi ai cittadini. Ma gli altri? I comuni proprietari di Hera, o quelli veneti di Acegas, o quelli liguri, piemontesi ed emiliani di Enia-Iride, e tutti gli altri interessati, con i loro rispettivi cittadini, sono figli di un dio minore? Dobbiamo pensare che la Lega fosse distratta, e che magari si accontenterà di contrattare in futuro una misura simile per Milano e la Moratti? E l’on.le Bernini del Pdl, che corre per la Presidenza dell’Emilia Romagna, e denuncia immotivatamente parzialità nella gestione del potere da parte del centrosinistra, di fronte a questa evidente parzialità e ingiustizia del suo Governo ha qualcosa da dire in proposito, a tutela degli interessi del territorio?
Naturalmente, registreremo un assordante silenzio. Infine, un’ultima severa annotazione: in materia di IVA, per effetto della pronuncia della Consulta, è tuttora aperta la questione del rimborso delle somme impropriamente pagate dagli utenti sulle Tariffe per i rifiuti (TIA), che lo stato ha introitato per il tramite delle aziende di servizi, e di cui dovrebbe garantire la restituzione. Agli emendamenti che ho presentato in merito ( anche prevedendo una compensazione sull’Irpef, in più esercizi ) è sempre stato risposto che la questione era fondata, ma che bisognava reperire i fondi. Nel caso che ho evidenziato, i fondi si sono trovati: dunque si tratta di scelte, e chi le fa ne porta tutta la responsabilità politica.

 

 

 

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