Garagnani Ruggero

30 Mag
30 maggio 2010

La sicurezza. E’ stato il problema forse più visibile e sentito dai cittadini al tempo della amministrazione Barbolini. Giornalmente, soprattutto durante il primo mandato, la cronaca locale dava voce a proteste clamorose. Si formavano ogni settimana nuovi comitati spontanei. Il nostro è uno di questi. Nascemmo in quel contesto cittadino che avrebbe potuto degenerare nel rifiuto indiscriminato dello straniero e in una grave crisi di fiducia e credibilità  verso le Istituzioni. Tutto ciò venne evitato mediante l’avvio, tempestivo, di due politiche parallele: incentivazione degli interventi delle forze di polizia per ristabilire legalità ed ordine pubblico; promozione di politiche di integrazione, di relazioni sociali e confronti tra cittadini modenesi e stranieri. Questa è stata in estrema sintesi la politica che il Sindaco Barbolini ha efficacemente sviluppato nel corso di un decennio, a cominciare dai primi giorni della sua elezione, e che gli va riconosciuta sulla base non solo della  memoria di chi ha operato attivamente nei comitati e nel Coordinamento, ma anche in base ad una serena e spassionata rilettura di inconfutabili documenti che appartengono alla storia dei suoi due mandati.

Alcune iniziative sono state più di altre vissute dal nostro comitato e dai cittadini, avendo avuto o un incisivo valore di novità o effetti dirompenti nella  gestione di routine dell’ordine pubblico.
Novità assoluta è stata, ad esempio, la creazione dello sportello Non da Soli (affidato in gestione al nostro Comitato) il cui fine concreto è stato ed è quello di fornire assistenza a coloro che  subiscono reati. Ma è stato anche un modo, in un periodo critico, di promuovere solidarietà, di assumersi responsabilità da parte dell’Ente Pubblico, di circondare di attenzioni le vittime. Vittime di  furti, di scippi, di prevaricazioni di ogni tipo, ma anche da abbandono e solitudine. Alcune centinaia sono state le persone assistite nel corso degli anni. Ma la convenzione di gestione dello sportello prevede anche la promozione di attività di prevenzione inerenti la sicurezza. Così, la sede  Non da Soli divenne, presto e inaspettatamente,  luogo d’incontri settimanali, per anni, di una decina di comitati che discutevano tra loro  come affrontare le emergenze, sensibilizzare le autorità, coordinare le  azioni; e come promuovere confronti con le organizzazioni degli immigrati per favorire la convivenza e la reciproca comprensione. Un semplice luogo fisico ha consentito, dunque, il coagularsi di gruppi non organizzati in un Coordinamento, la cui attività  si è rivelata ben presto incisiva.
La routine del controllo di polizia del territorio, punto dolente degli anni 90, a sua volta, ricevette dal Sindaco, oltre le rituali sollecitazioni, anche spinte molto energiche che hanno lasciato il segno. Vogliamo ricordare solo due episodi, decisivi ma forse poco noti. A fine agosto ’97 alla Crocetta l’esasperazione dei cittadini degenerò a causa della  situazione di stallo e di inazione delle autorità di polizia di fronte alla illegalità dilagante e a pesanti condizioni di insicurezza dei residenti.  In quelle condizioni persero ben presto credibilità tutte le istituzioni e cominciarono ad avere maggiore peso e seguito presso i comuni cittadini i discorsi  xenofobi. Si assistette, infatti, in quel fine agosto, ad un caso di violenza contro un immigrato. Immediatamente il Sindaco Barbolini alzò il livello di pressione sulle forze dell’ordine, rivolgendosi direttamente al Ministro dell’Interno, dal quale ottenne l’immediato invio di corpi speciali di polizia che riportarono la situazione del quartiere alla normalità. Conseguenze ancor più positive per la città ebbe lo  scontro del Sindaco, reso pubblico da un comunicato stampa, con il Prefetto, allorché questi,  inspiegabilmente, si defilò di fronte ad una allarmata richiesta di aiuto, di iniziativa e di più efficaci controlli del territorio formulata unitariamente dal coordinamento dei comitati cittadini, dalle associazioni imprenditoriali, dai sindacati confederali, dalle centrali cooperative, e dai sindacati di polizia. Era il maggio del 1999. Subito dopo il comunicato stampa di Barbolini, si ebbe una insperata ripresa delle iniziative di polizia, con conseguenze positive sulla vivibilità delle zone più calde della città e, in agosto dello stesso anno, la sostituzione dei vertici dell’ordine pubblico che diede luogo in poco tempo a quei positivi effetti per tutta la città, da molto tempo attesi, che sono ben noti.

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