Interrogazione Sahara occidentale

26 Nov
26 novembre 2010

 

 Al ministro degli Affari Esteri

Premesso che:

una violenza inaudita si è abbattuta sul Sahara Occidentale occupato, e ha investito il campo di Gdeim Izik, a una decina di km dalla capitale El Aiun, dove 20.000 sahrawi si sono riuniti spontaneamente per rivendicare i propri diritti e contro le discriminazioni di cui sono oggetto sotto l’occupazione marocchina. All’alba del lunedì 6 novembre, dopo un mese di resistenza, il campo è stato completamente distrutto dalle forze militari. Contemporaneamente i quartieri sahrawi di El Aiun sono stati assaltati dall’esercito con violenze, arresti; un giovane sahrawi è stato ucciso. La
repressione ha colpito anche tutti gli altri centri abitati. Il bilancio è di decine di vittime, oltre 700 feriti e 150 scomparsi. Molti sahrawi sono stati arrestati. Il territorio è stato chiuso ai giornalisti, agli osservatori internazionali, a parlamentari di diversi paesi.

A parere dell’interrogante si ritiene che tali atti siano in palese violazione del diritto del popolo saharawi alla libertà di manifestare e, più in generale, rappresentano una violazione della relazione di Richard Howitt su «Diritti umani nel mondo 2005 e politica dell’UE in materia» all’interno del quale è stato inserito un emendamento, il 12o, nel quale si «sollecita la tutela delle popolazioni saharawi e il rispetto dei suoi diritti fondamentali» e si «reitera la richiesta di una soluzione equa e duratura del conflitto del Sahara occidentale basata sul diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi» .

Ricordato che:

il Sahara Occidentale, ex colonia spagnola, fu invaso ed occupato dal Marocco nel 1975 con la cosiddetta “marcia verde”; che parte della popolazione fu costretta a fuggire verso l’Algeria dove vive, da allora, in campi di rifugiati e che un’altra parte della popolazione invece fu costretta a rimare nel Sahara Occidentale subendo l’occupazione del Regno del Marocco.

Considerato che:

attualmente il territorio del Sarahawi Occidentale è inserito nella lista dei Paesi sottoposti al processo di decolonizzazione e avviati verso l’autodeterminazione, diritto previsto dalla Carta delle Nazioni Unite;

sono numerose le risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza in forza delle quali si riconosce il processo di autodeterminazione del popolo saharawi, a tal fine è sufficiente menzionare le più recenti e significative risoluzioni del Consiglio di sicurezza 1754 e 1783 del 2007;

la presenza della forza di interposizione militare MINURSO testimonia che le dinamiche sul territorio non consentono ancora una piena affermazione del diritto all’autodeterminazione del popolo sarahawi, a tal proposito le ultime due informative del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla situazione relativa al Sahara Occidentale, la prima del 14 aprile 2008 e l’ultima del 13 aprile 2009, ribadiscono le difficoltà esistenti affinché siano pienamente attuate le risoluzioni ONU, e al contempo registrano comunque l’ottimo lavoro di sostegno alle popolazioni profughe svolto delle diverse autorità ONU presenti sul campo (ACNUR e PAM);

recentemente, l’inviato speciale del Segretario generale dell’ONU per il Sahara occidentale Christopher Ross ha annunciato la ripresa dei negoziati tra il Fronte Polisario e il Marocco previsti per il 3 e 4 novembre prossimi a New York, alla ricerca di una soluzione politica giusta e durevole permettendo al popolo saharawi di scegliere tra tre opzioni, come di seguito indicate: incorporazione dentro il Marocco, indipendenza oppure autonomia sotto sovranità marocchina;

si chiede:

se il Ministro non ritenga di assumere ogni iniziativa utile nei confronti dell’autorità marocchina e della comunità internazionale al fine di assicurare il rispetto dei diritti umani inviolabili della popolazione saharawi che sta manifestando pacificamente;

in che modo il Ministro intenda operare affinché l’autorità marocchina riveda il proprio atteggiamento nei confronti della popolazione saharawi accampata nel pressi della città di El Aàiun e delle principali città del Sahara occidentale;

quale sia la posizione del Governo italiano rispetto all’annunciato negoziato di New York e, quali sforzi il nostro Governo intenda intraprendere per assicurare il rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza per quanto riguarda il processo di autodeterminazione con la celebrazione del previsto referendum;

si chiede inoltre:

se il ministro intenda adottare ogni iniziativa utile sul piano diplomatico volta a favorire il riconoscimento effettivo della libertà di accesso e di circolazione nei territori del Sahara occidentale di osservatori internazionali indipendenti, della stampa e delle organizzazioni umanitarie.

al Governo Italiano di farsi promotore verso il Regno del Marocco esigendo il rispetto dei diritti umani nei confronti dei cittadini saharawi dei territori occupati e di attivarsi per accelerare la soluzione della causa saharawi secondo quanto previsto dal Piano di Pace delle Nazioni Unite del 1991 e mai attuato e di intervenire al fine di garantire la costante dell’informazione e il monitoraggio sul rispetto dei diritti umani, nonché il sostegno e il rispetto delle risoluzioni ONU per il Sahara Occidentale.

BARBOLINI

SOLIANI

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