Chi sta tradendo davvero il federalismo”?

22 Feb
22 febbraio 2011

Nei giorni scorsi la Lega Nord di Modena ha lanciato contro di me l’anatema di “traditore del federalismo” in quanto relatore, in commissione bicamerale, del parere negativo sul decreto del governo che ne ha determinato la bocciatura. Non ho difficoltà a raccogliere la provocazione e cercare di far capire chi veramente sta tradendo il federalismo, attraverso un’analisi attenta del decreto che oggi e domani sarà nuovamente sottoposto all’esame del Senato, e la prossima settimana della Camera. Ne focalizzo solo alcuni degli aspetti più critici:
a) La "cedolare secca" ha un profilo di grave ingiustizia sociale: premia i proprietari con redditi e patrimoni elevati; penalizza le fasce deboli (specie i canoni concordati nelle aree ad elevata emergenza abitativa); determina una perdita di gettito, che finirà con l’incidere anche sulle risorse dei Comuni. Si obietta: il favore accordato ai proprietari e  l’inasprimento delle sanzioni determineranno un’ingente emersione. Pia illusione, perché il Governo non ha aderito alla proposta, avanzata dal Pd, di consentire la deduzione di parte dell’affitto agli inquilini.
b) L’imposta di soggiorno è una misura sostenibile per città d’arte come Roma, Venezia, Firenze, ma assai penalizzante per città che hanno minore vocazione turistica. E in ogni caso si tratta di tasse in più. Anche i cittadini, causa lo sblocco delle addizionali IRPEF, pagheranno di più, specie i lavoratori dipendenti e i pensionati. In alternativa, subiranno tagli ai servizi o aumenti delle tariffe.
c) Quando si andrà a regime, dal 2014, l’IMU (che sostituisce l’ICI) graverà pesantemente sui possessori di seconde abitazioni (qualora non affittate) che stanno prevalentemente nella fascia dei redditi medi, e soprattutto sulle attività di artigiani, commercianti e professionisti. L’aliquota prevista, del 7,6 per mille, è già più alta della media dell’ICI attuale (6,4), ma in realtà, poiché è stata calcolata con qualche furbesco artificio, il suo livello si attesterà a non meno dell’8,5.
Inoltre, stante l’esenzione della prima casa, la maggior parte dei residenti sarà sostanzialmente sollevata dal finanziare i servizi della comunità in cui vive. L’ IMU graverà conseguentemente sui non residenti, e sugli esercizi artigianali, commerciali e professionali, i cui titolari non sempre hanno la residenza nel luogo della propria attività. Di fatto, i principi di trasparenza e di "beneficio" che fondano il rapporto di responsabilità e controllo tra cittadini e amministratori, risultano completamente distorti, e disattesi.
d) Infine, la perequazione: c’è il grave rischio che Comuni medi e piccoli, e meno dotati in termini di servizi, risultino penalizzati a vantaggio dei Comuni maggiori e con più forte "peso" politico. In conclusione, con questo decreto aumenterà il centralismo; l’autonomia tributaria sarà inferiore a quella precedente al 2008 (dal 42 al 38 per cento); i Comuni avranno meno risorse; cittadini e imprese dovranno pagare di più, e per gli stessi servizi.
Domando: chi sta tradendo il federalismo, quello serio, in nome di una becera propaganda?».

 

Share on Google+Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page
0 commenti

Lascia un commento

Vuoi unirti alla discussione?
Contribuisci!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© Copyright - Giuliano Barbolini