Interrogazione sulla Gambro Dasco Spa

02 Feb
2 febbraio 2011

 

Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro, salute e politiche sociali

Premesso che:

con una decisione assolutamente improvvisa il 27 gennaio scorso l’azienda Gambro Dasco Spa, con sede nei comuni di Mirandola e Medolla, articolazione del noto gruppo multinazionale che conta 7000 dipendenti, ha comunicato l’avvio di un piano di ristrutturazione che prevede la cessazione dell’attività produttiva di linee sangue (bloodlines), con l’esternalizzazione di queste lavorazioni;

la gravità di tale decisione, che prevede un drastico ridimensionamento aziendale ed occupazionale per lo stabilimento di Medolla, con la riduzione di ben 400 unità lavorative rispetto agli attuali 738 dipendenti, si pone in netto contrasto con quanto dichiarato dalla stessa impresa il 24 marzo 2009, quando, in un accordo firmato in Regione, le parti avevano condiviso gli obiettivi ed i percorsi fondamentali per sviluppare gli investimenti e la competitività aziendale (proprio dello stabilimento di Medolla) individuando un dimensionamento organico attestato su 775 lavoratori, con una riduzione concordata di 40 unità;

Considerato che:

Gambro è una realtà leader del settore di primissima importanza per il distretto biomedicale, con un forte radicamento nell’economia modenese, particolarmente nella Bassa modenese, e nella più ampia realtà regionale, con circa 130 imprese e 4000 addetti;

La scelta dell’azienda appare non giustificata dall’andamento complessivo del distretto biomedicale che, anche negli anni più difficili della crisi economica internazionale, ha comunque registrato una moderata crescita in termini di produzione e fatturato;

il settore biomedicale è di grande peso strategico per l’elevato contenuto di ricerca e innovazione dei prodotti e dei servizi e per le potenzialità di sviluppo tecnologico correlati alle esigenze di qualità di prodotti del sistema assistenziale e di altre specializzazioni produttive (meccanica, elettronica, chimica, servizi, ecc.) ;

Evidenziato che:

la unilaterale decisone assunta dall’azienda ha destato profonda preoccupazione nei lavoratori coinvolti per i quali si prefigura la perdita del lavoro – così come nelle istituzioni territoriali (Comuni coinvolti, Provincia di Modena, e Regione Emilia – Romagna), nelle organizzazioni sindacali e nelle forze politiche locali per le conseguenze di ordine economico e sociale, e particolarmente sull’occupazione interna e sull’indotto che deriverebbero dalla determinazione della Gambro di dimezzare il numero del personale e di esternalizzare la linea di produzione sopra richiamata;

a fronte degli intendimenti espressi dall’azienda, vi è stata l’opportuna e immediata attivazione di un tavolo regionale:

Per sapere

Se i Ministri interrogati siano al corrente della decisone assunta dall’azienda Gambro di Mirandola;

se per il Ministro della Salute, la dismissione della cosiddetta “linea sangue” non possa risultare pregiudizievole o comportare conseguenze di funzionalità dell’attività dei reparti ospedalieri e sanitari che utilizzano queste produzioni della ditta Gambro;

quali azioni i Ministri interpellati abbiano intenzione di promuovere per la salvaguardia dei posti di lavoro e la stabilità dei livelli occupazionali nel settore biomedicale con sede nella Bassa modenese.

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