Se Tremonti non dà i numeri, presenti relazione al Parlamento

15 Giu
15 giugno 2011

 

In queste settimane si fa un gran parlare di riforma fiscale. A parole, per propaganda, perchè soldi purtroppo non ce ne sono. Ma Tremonti, poliedrico, prova a farci sognare con i suoi numeri. Domenica scorsa, ha dichiarato che, nel 2010, sono stati recuperati 35 miliardi di euro dalla lotta all’evasione fiscale. Risorse, dice lui, che hanno consentito di mettere in sicurezza l’assistenza e la previdenza sociale. Su questo ho presentato un’interrogazione, perchè l’ultima relazione sui risultati della lotta all’evasione e’ stata depositata in Parlamento lo scorso 9 febbraio 2011, ma e’ relativa all’anno 2009, mentre nessun documento riguardante il 2010 e’ invece pervenuto alle Camere. Ho quindi chiesto di depositare al piu’ presto in Parlamento – e nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente – la relazione concernente i risultati derivanti dalla lotta all’evasione fiscale relativa all’anno 2010, con dettagliata descrizione degli interventi che hanno consentito il recupero di 35 miliardi di euro di evasione, in base a quanto affermato dal Ministro dell’economia e delle finanze. E ho sollecitato inoltre il governo ad illustrare al Parlamento quali iniziative intenda adottare per contrastare con maggiore efficacia l’evasione, che indagini della Guardia di Finanza documentano invece essere in forte crescita.

segue testo integrale interrogazione

 

INTERROGAZIONE

a risposta orale

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro dell’economia e delle finanze

Premesso che,

il 12 giugno 2011, durante il dibattito di chiusura della festa nazionale della Cisl, il Ministro dell’economia e delle finanze, On . Tremonti, ha affermato che nel corso dell’anno 2010 sono stati recuperati 35 miliardi di euro dalla lotta all’evasione fiscale, "che hanno consentito di mettere in sicurezza l’assistenza e la previdenza sociale";

sui dati di recupero dell’evasione fiscale relativi all’anno 2010 non sono disponibili, in Parlamento, documenti ufficiali del Governo;

l’ultima relazione concernente i "risultati derivanti dalla lotta all’evasione", ai sensi dell’articolo 1, comma 5 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è stata depositata in Parlamento lo scorso 9 febbraio 2011, ed è relativa all’anno 2009;

in tale relazione, emerge che le attività di contrasto all’evasione hanno consentito nel 2009 di recuperare 9,1 miliardi di euro, con un incremento del 32 per cento rispetto all’anno 2008. A tali somme vanno aggiunte le risorse recuperate dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle dogane, In particolare, gli evasori totali scovati dalla Guardia di Finanza nel corso del 2009 sono stati 7.513, i quali hanno sottratto al fisco la somma totale di 13,7 miliardi di euro. Quanto al lavoro sommerso, invece, sono stati scoperti 6.452 datori di lavoro che impiegavano dei dipendenti in maniera irregolare; i lavoratori a nero scoperti nel 2009 sono stati complessivamente 31.664. I controlli della Guardia di Finanza hanno garantito allo Stato, nel 2009, delle entrate tributarie che al netto di sanzioni e interessi sono ammontate a oltre 5 miliardi, una cifra che rappresenta un aumento del +24% rispetto all’anno 2008;

Considerato che,

secondo l’ultimo rapporto annuale della Guardia di Finanza, l’evasione fiscale in Italia è cresciuta di quasi il 50% nel corso del 2010 (+46%), facendo segnare anche un vistoso aumento degli evasori totali (+18%);

a livello Europeo, sulla base di recenti dati divulgati dalle polizie tributarie dei singoli stati Ue, il nostro Paese mostra un reddito imponibile non dichiarato superiore di ben 12 punti percentuali a quello del secondo Paese Europeo con la maggiore evasione fiscale, la Romania (42,4%);

l’evasione fiscale, nonostante le predette azioni di contrasto, sembra diventato un fenomeno inarrestabile, quasi strutturale nell’economia italiana e di dimensioni tali da ridurre sensibilmente l’efficacia e la portata dei risultati conseguiti dalle azioni di contrasto all’evasione fiscale;

Tutto ciò premesso,

si chiede di sapere dal Governo se intenda depositare in Parlamento, entro brevi termini, e nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 5 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la relazione concernente i risultati derivanti dalla lotta all’evasione fiscale relativa all’anno 2010, con dettagliata descrizione degli interventi che hanno consentito all’amministrazione finanziaria di recuperare i 35 miliardi di euro di evasione secondo quanto affermato dal Ministro dell’economia e delle finanze durante il dibattito di chiusura della festa nazionale della Cisl del 12 giugno 2011;

se, congiuntamente alla pubblicazione della relazione concernente i risultati derivanti dalla lotta all’evasione fiscale relativa all’anno 2010, intenda rendere noto al Parlamento e ai cittadini:

  • quale siano le stime in possesso del Governo relative all’incremento dell’evasione fiscale nel corso dell’anno 2010, ed eventualmente anche per l’anno 2011, e quale sia la stima delle perdite di gettito per il bilancio pubblico per effetto di tale incremento dell’evasione;

  • quali iniziative intenda adottare, entro brevi termini, al fine di contrastare con maggiore efficacia la tendenza rilevata all’incremento dell’evasione fiscale da parte dei contribuenti;

se non ritenga che l’attuale sistema di riscossione coattiva sia fortemente squilibrato e vessatorio nei confronti dei contribuenti in temporanea difficoltà per effetto dell’attuale situazione economica, che intendono collaborare con l’amministrazione finanziaria e adempiere ai loro obblighi fiscali e se non ritenga necessario adottare gli adeguamenti normativi volti a dare maggiore equilibrio al sistema;

 

BARBOLINI, MERCATALI

 

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