Governo: una risposta inaccettabile

21 Ott
21 ottobre 2011

In questi giorni i cittadini modenesi sono interessati dalle iniziative di protesta e sensibilizzazione dei sindacati di polizia e degli altri operatori dipendenti dal Ministero degli Interni, che denunciano una situazione insostenibile per il sovraccarico di impegno e la mancanza di risorse. Non si sono accorti, però, che vivono una condizione del tutto favorevole, almeno stando alla risposta fornita ieri dal Governo in risposta ad una interrogazione su quelle criticità presentata da me insieme alla collega Mariangela Bastico.

L’organico, cito dalla risposta del sottosegretario Mantovano, registra un "surplus" del 5% sulla dotazione prevista, il 10% in più della media nazionale. Tra il 2008 ed il 2011 si sono avute assegnazioni di 25 unità, rispettando gli impegni presi col "Patto per Modena sicura". Poi ci sono 135 operatori tra polizia stradale e ferroviaria, più carabinieri e guardia di finanza, mentre il CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) incide sull’ attività "solo" per le operazioni di trattenimento, identificazione e accompagnamento alla frontiera. Quanto ai ritardi dei pagamenti per missioni e trasferte, nella risposta si citano capitoli di bilancio e le cifre corrispondenti, accreditando una loro adeguatezza. Anche sulla dotazione di autovetture e dei fondi di carburante non emergono problemi di sorta.

Sono rimasto scandalizzato dalla risposta: nessun riconoscimento della complessità di problemi che caratterizzano la nostra realtà, e che sono di piena evidenza. Di più, una sottovalutazione dei gravosi oneri conseguenti alla presenza del CIE e dei volumi di mobilità che insistono sul tratto autostradale di pertinenza del nostro territorio, fino alla "furbesca" omissione del conteggio di pensionamenti e turnover dal computo delle risorse assegnate rispetto alla dotazione organica. Una minimizzazione dei problemi inaccettabile, compresa quella sulla carenza delle risorse finanziarie: perchè se gli stanziamenti ci sono e gli operatori non li hanno a disposizione per lo svolgimento dell’attività qualche responsabile ci sarà pure. Suggerisco di trovarlo nel Governo Berlusconi.

 

Interrogazione 3 – 02183 sul potenziamento della Questura di Modena:

MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l’Interno. Signor Presidente, onorevoli Senatori, entro subito nel merito sottolineando che l’organico della Questura di Modena e dei Commissariati di pubblica sicurezza distaccati nel territorio della provincia è composta da 388 appartenenti ai ruoli operativi della Polizia di Stato, con un surplus di 18 dipendenti rispetto all’organico previsto. A questi si aggiungono 22 appartenenti ai ruoli della Polizia di Stato che espletano attività tecnico-scientifica e che, addetti in peculiari settori, contribuiscono ad assicurare la funzionalità delle strutture.

Tale situazione – che esprime un sovraorganico pari a poco meno del 5 per cento – risulta particolarmente favorevole se paragonata, alla media nazionale, che si aggira a meno del 10 per cento.

Il Governo è comunque impegnato a potenziare gli organici su tutto il territorio nazionale con assunzioni. Per la Polizia di Stato è in corso la procedura concorsuale finalizzata all’assunzione, per l’anno 2010, di 2.033 unità, mentre per il 2011 sono previsti ulteriori 2.900 operatori.

Alla questura di Modena sono state già assegnate, nel 2008, 12 unità del ruolo operativo degli agenti ed assistenti, di cui dieci in applicazione di quanto previsto dal «Patto per Modena sicura» e due per esigenze di polizia di prossimità; nel 2010, otto unità appartenenti al ruolo degli agenti ed assistenti, nonché due unità appartenenti al ruolo dei sovrintendenti; nel 2011, sono stati assegnati tre appartenenti al ruolo degli agenti ed assistenti della Polizia di Stato.

Nel capoluogo e nella provincia, inoltre, operano 135 operatori della Polizia di Stato in più rispetto a quelli già indicati, presso le specialità stradale e ferroviaria.

Il presidio delle Forze di polizia territoriali è, altresì, costituito da 555 militari dell’Arma dei carabinieri e da 245 appartenenti alla Guardia di finanza.

Il precedente «Patto per Modena sicura», scaduto il 17 luglio 2009, ha trovato piena attuazione con l’assegnazione anche di dieci carabinieri e di cinque finanzieri per un totale di 25 unità. L’attuale protocollo, rinnovato lo scorso 12 aprile, alla presenza del Ministro dell’interno, prevede la creazione di un sistema integrato per la gestione delle problematiche dell’ordine e della sicurezza pubblica ed urbana con interscambio informativo di notizie tra le sale operative e la partecipazione delle Forze di polizia territoriali e della Polizia municipale ai piani coordinati di controllo del territorio.

L’accordo prevede che il prefetto, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, possa chiedere al Ministero dell’interno di far convergere nel capoluogo aliquote della «Forza di intervento rapido» (composta da unità non territoriali appartenenti alla Polizia di Stato e all’Arma dei carabinieri) qualora risulti necessario fronteggiare situazioni emergenziali per la sicurezza pubblica.

La presenza del Centro di identificazione ed espulsione incide sull’attività della questura solamente per le operazioni di trattenimento, di identificazione e di accompagnamento alla frontiera degli immigrati. L’onere della vigilanza alla struttura è, infatti, assicurato da 40 appartenenti alle Forze armate, secondo il vigente piano di impiego.

Quanto alle risorse economiche assegnate alla questura di Modena, le esigenze di contenimento della spesa pubblica hanno comportato l’adozione di tagli lineari che hanno interessato il Ministero dell’interno.

Risorse aggiuntive sono disponibili in seguito alla ripartizione tra Ministero dell’interno, della Giustizia e del Fondo unico giustizia che ha già consentito di disporre complessivamente, rispetto agli stanziamenti di bilancio 2011, di circa 105 milioni di euro, di cui 83 destinati al Dipartimento di pubblica sicurezza. Non sono esclusi ulteriori stanziamenti.

Nello scorso mese di maggio è stato autorizzato il pagamento delle missioni effettuate nel corso del 2010 da personale in servizio presso la questura di Modena. Vengono, inoltre, esaminate soluzioni volte a consentire una corretta gestione dei servizi e dei pagamenti delle indennità degli aventi diritto.

Per l’esercizio finanziario 2010 nel settore accasermamento sono stati accreditati 125.286 euro sul capitolo di bilancio relativo alla manutenzione ordinaria di stabili privati e demaniali in uso alla Polizia di Stato; 120.000 euro sul capitolo relativo alle locazioni di stabili in uso alla Polizia di Stato e 15.000 euro sul capitolo inerente agli alloggiamenti in strutture alberghiere del personale impiegato in servizi di ordine pubblico.

Alla data del 17 ottobre scorso e con riserva di successive assegnazioni per il vigente esercizio, il capitolo di bilancio relativo alla manutenzione ordinaria di stabili privati e demaniali in uso alla Polizia di Stato è stato incrementato di ulteriori 38.000 euro. Sempre alla data del 17 ottobre e con riserva di successive assegnazioni per il vigente esercizio il capitolo di bilancio inerente gli alloggiamenti in strutture alberghiere è stato incrementato di ulteriori 5.000 euro per il primo semestre e 6.000 euro per il secondo.

Nel settore casermaggio sono state assegnate la somma di 7.000 euro per l’anno 2010 e di euro 23.000 per l’anno 2011 sul capitolo finalizzato all’acquisto di attrezzature, mobili o arredi, nonché 4.400 euro per l’anno 2010 e di 4.000 per l’anno 2011 per spese di noleggio, trasporto mobili.

Per quanto riguarda, infine, il settore motorizzazione, per l’anno 2011 sono stati assegnati finora alla questura 21.200 euro per la manutenzione del parco veicolare e all’autocentro di Bologna la somma di euro 1 milione 183.800 per l’acquisto di carburante.

Attualmente la questura di Modena dispone di 17 autovetture per il controllo del territorio, di 16 autovetture per i servizi ordinari e di 38 in colori di serie, di 13 motocicli, 1 fuoristrada, 1 furgone, 3 autovetture protette e 5 minibus per il trasporto del personale.

BARBOLINI (PD). Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BARBOLINI (PD). Signor Presidente, personalmente nutro considerazione e simpatia nei confronti del sottosegretario Mantovano, ma in questo caso non posso che dichiararmi non solo insoddisfatto ma quasi scandalizzato dai contenuti della risposta.

Ho l’impressione che al Ministero si debba aggiornare qualche carta, altrimenti si rischia di descrivere un mondo che sta su Marte non sulla Terra.

Non voglio fare riferimento alle iniziative che hanno promosso ieri i sindacati di Polizia insieme agli operatori della Polizia penitenziaria e ai Vigili del fuoco richiedendo una contribuzione ai cittadini per poter garantire l’immissioni della benzina nelle automobili che saranno anche quelle dichiarate nella risposta, ma che molto spesso sono obsolete, ferme e inutilizzabili.

Volendo guardare alla risposta nel complesso, riconosco una certa abilità perché si è dato conto degli incrementi che si sono susseguiti in qualche anno di assegnazioni. Bisognerebbe però anche considerare quale è stato, per esempio, l’esito per pensionamento, per fuoriuscita dal servizio. Se si fosse fatto ci si sarebbe resi conto che la realtà è leggermente, anzi molto diversa da come è stata raffigurata. Cito solo un dato, un solo numero ma sostanziale: nel 2002 la questura di Modena aveva 70 unità in più rispetto ad oggi e gli immigrati nel territorio nella provincia di Modena a quella data erano 20.000 (non 80.000, un numero che pone certamente qualche problema in più in termini di presidio e di governo nel territorio). Inoltre, non c’era il CIE, né altri presidi che hanno richiesto un ulteriore sovraccarico di attività e che sono intervenuti successivamente, nel corso di questi anni.

L’interrogazione tendeva a mettere in evidenza un problema e cioè che non si può usare lo stesso metro. Noi abbiamo delle situazioni, in ordine alle presenze sul nostro territorio provinciale, che vanno considerate anche in ragione della loro natura e complessità.

La provincia di Modena è policentrica e quindi richiede un’articolazione di presìdi e di presenze; è una realtà che ha un’intensità di sviluppo – per fortuna – economico, sociale e produttivo, che si porta dietro però una serie di complicazioni che devono essere governate e presidiate. Ci sono anche fenomeni di mobilità sul territorio che hanno dei riflessi e delle ricadute pesantissimi sulla situazione che deve essere gestita.

Veniva fatto un richiamo alla polizia stradale, ma il tratto fra Reggio Emilia e Bologna (per chi non lo sapesse, ma credo che lo sappiano anche i bambini dell’asilo nido) è il punto più trafficato d’Italia ed è il punto su cui insistono anche volumi di movimentazione che non sempre sono legali e su cui occorre intervenire. Al riguardo c’è una sproporzione enorme fra le dotazioni presenti e la complessità di quei problemi e di questo soffre il territorio nella sua fisiologia organizzativa ed operativa, nella qualità complessiva di esercizio della vivibilità e anche di affermazione dei princìpi di legalità.

A questo non si può sfuggire; il Sottosegretario lo sa, perché ho avuto occasione anche di incontrare non solo delegazioni dei rappresentanti delle istituzioni, ma espressioni dei cittadini che si organizzano legittimamente per chiedere una cosa che a Modena è considerata dovuta e io credo che lo Stato debba garantire, ossia il rispetto di condizioni di legalità, di vivibilità e di sicurezza quale un Paese moderno deve offrire.

Faccio un’ultima osservazione e al riguardo sono esterrefatto. Signor Sottosegretario, a me risulta che non sono pagati straordinari e spese di trasferta. Anche per quanto attiene al riferimento al CIE, guardate che non si può scherzare; lì si è fatto un centro di identificazione ed espulsione che serve un bacino ampio, ma è gravato e grava sull’operatività della questura di Modena, già in sofferenza dal punto di vista delle dotazioni organiche. E non è vero che trasferire o accompagnare è una cosa da poco quando devi disperdere giornate intere di lavoro per poter far fronte a quel problema.

Allora a tutto questo bisognerebbe rispondere con una considerazione del problema nel suo insieme. Poi addirittura a quegli operatori non paghiamo neanche gli straordinari e le trasferte, perché delle due l’una, o tutti raccontano fanfaluche sul territorio (e normalmente noi modenesi siamo noti per serietà) oppure, signor Sottosegretario, dia mandato di fare un’ispezione perché qualcuno sta trattenendo dei soldi. Se tutti quei soldi sono stati assegnati e dovevano essere sufficienti ma la gente non li riceve, qualche problema ci deve essere; indaghi almeno su questo punto. (Applausi della senatrice Baio).

 

 

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