Stragi naziste, presentata un’interrogazione

09 Feb
9 febbraio 2012

COMUNICATO STAMPA

Identici testi sono stati depositati al Senato e alla Camera dai parlamentari modenesi PD L’impegno era stato preso subito dopo la pubblicazione della sentenza della Corte dell’Aja: in mattinata, i parlamentari modenesi del Pd Barbolini, Bastico, Garavini, Ghizzoni, Miglioli e Santagata hanno presentato una interrogazione con la quale sollecitano il governo, e il ministro Terzi in particolare, ad avviare i negoziati bilaterali con la Germania necessari a definire la questione degli indennizzi dei familiari delle vittime delle stragi naziste.   E’ stata presentata, questa mattina, in contemporanea alla Camera e al Senato, l’ interrogazione indirizzata al presidente del Consiglio e al ministro degli esteri messa a punto dai parlamentari modenesi sul tema dei risarcimenti ai familiari delle vittime delle stragi naziste dopo la sentenza della Corte internazionale di giustizia dell’Aja. I senatori Barbolini e Bastico e i deputati Garavini, Ghizzoni, Miglioli e Santagata interrogano il governo, e in particolare il ministro Terzi, per sapere “quale iniziativa intenda intraprendere per avviare, al più presto, il negoziato tra il nostro paese e la Germania, così come richiesto dalla Corte dell’Aja, nella consapevolezza che la ricerca della verità e della giustizia non va mai in prescrizione e il riconoscimento dei risarcimenti ai familiari delle vittime innocenti, che meritano di ricevere una giustizia completa e assoluta, è alla base della costruzione di un’Europa di pace e di democrazia, perché quelle terribili tragedie non si ripetano mai più”. I parlamentari modenesi del Pd, nei giorni scorsi, avevano raccolto l’appello del sindaco di Palagano che aveva denunciato come la sentenza della Corte dell’Aja, se non avrebbe influito sulle decisioni già prese in sede penale, rischiava però di travolgere i diritti dei famigliari delle vittime, in primis quelli della strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero, una delle più efferate avvenute nel nostro paese. Si erano impegnati, tutti insieme, a presentare identiche interrogazioni sul tema nei due rami del Parlamento che, proprio questa mattina, sono state depositate. L’auspicio è che il ministro Terzi dia seguito a quanto dichiarato già in prima battuta, ovvero l’impegno ad “affrontare insieme alla Germania tutti gli aspetti che derivano dalle dolorose vicende della seconda Guerra mondiale, in una prospettiva di dialogo e di tutela delle istanze di giustizia delle vittime e dei loro familiari”.

Interrogazione a risposta scritta

A

l Presidente del Consiglio Al Ministro degli Esteri

 

Premesso che: il 3 febbraio scorso la Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha emesso la sentenza di accoglimento del ricorso  presentato dalla Germania contro l’Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza l’Italia “ha mancato di riconoscere l’immunità riconosciuta dal diritto internazionale” a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich. Nella sentenza la Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania là dove si sosteneva, con riferimento all’Italia e al suo sistema giudiziario, di “venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell’immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale”.  Il contenzioso tra Italia e Germania presso la Corte dell’Aja, il più alto organo giudiziario dell’Onu, è cominciato il 23 dicembre del 2008, quando Berlino ha deciso di ricorrere contro la sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che ha riconosciuto la Germania responsabile per essere stata la ‘mandante’ dei militari nazisti nelle stragi, tra le altre, di Monchio, Susano, Costrignano,  e Savoniero, che hanno contato centinaia di vittime;

Considerato che:

i tribunali italiani hanno opportunamente sancito con le loro sentenze inequivocabili la colpevolezza degli autori e le responsabilità delle stragi compiute dal regime nazista. La sentenza, che è complessa e andrà studiata a fondo,  non influisce però sulle decisioni già prese in sede penale: le condanne già inflitte, come i tre ergastoli per la strage di Monchio, restano quindi inalterate;

Ribadito che:

il risarcimento ai famigliari delle vittime non sarà mai sufficiente a riempire il vuoto causato dalla perdita dei loro cari ma può rappresentare, in termini di principio non solo simbolico, ma sostanziale, l’assunzione da parte dello stato tedesco della responsabilità delle tragedie causate dal nazismo, come nel caso delle 140 vittime della strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero;

Visto che:

la Corte dell’Aja ha  invitato i due governi a trovare un accordo in merito  attraverso un negoziato ad hoc, aprendo una possibilità e indicando agli Stati il percorso da seguire: un’intesa fra governi sui legittimi risarcimenti alle vittime, un’intesa che sarebbe anche il modo per riconoscere una volta di più quali siano stati i responsabili e quali le parti offese e che sarebbe anche il modo, per Italia e Germania, di fare memoria condivisa, di ribadire una verità comune su accadimenti tanto tragici e che mai vanno dimenticati;

Apprezzato che:

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, nel commentare i contenuti della sentenza dell’Aja, ha dichiarato che essi "non coincidono con le posizioni sostenute dall’Italia", ed ha teso a valorizzare il fatto che la sentenza fa riferimento all’ importanza dei negoziati tra le due parti  per individuare soluzioni. "In questo senso – ha precisato Terzi – l’Italia intende proseguire, come fatto sinora, ad affrontare insieme alla Germania tutti gli aspetti che derivano dalle dolorose vicende della Seconda Guerra Mondiale, in una prospettiva di dialogo e di tutela delle istanze di giustizia delle vittime e dei loro familiari”;

Per sapere:

quali iniziative intenda intraprendere per avviare, al più presto, il negoziato tra il nostro Paese e la Germania, così come richiesto dalla Corte di giustizia internazionale dell’Aja, nella consapevolezza che la ricerca della verità e della giustizia non va mai in prescrizione e il riconoscimento dei risarcimenti ai familiari delle vittime innocenti, che meritano di ricevere una giustizia completa e assoluta, è alla base della costruzione di un’Europa di pace e di democrazia, perché quelle terribili tragedie non si ripetano mai più.

 

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