Un problema vero a cui bisogna dare risposte concrete

10 Apr
10 aprile 2012

Comunicato stampa

Il senatore Giuliano Barbolini risponde a Munari (Lapam) sulla compensazione dei crediti

Solo l’anno scorso sono stati 11mila i fallimenti di imprese, il problema del rispetto dei tempi nei pagamenti è cruciale per dare respiro alle aziende in un momento di così grave difficoltà: della questione si parlerà in Senato la prossima settimana grazie a una mozione presentata dal gruppo Pd. Alcune norme del Decreto semplificazioni vanno già, comunque, nella giusta direzione. Il commento del senatore Giuliano Barbolini, capogruppo Pd nella Commissione Finanze: 

«La sollecitazione venuta dal presidente Munari di Lapam Confartigianato (“compensare i crediti verso la Pubblica amministrazione con le imposte da pagare al fisco”, anche solo come misura temporanea ma urgente nell’attuale drammatica congiuntura) coglie un problema reale, e di acuta sofferenza per tante realtà di piccole e medie imprese, sul piano nazionale e per il nostro territorio. Come parlamentari del Pd, e personalmente,  condividiamo in pieno la proposta: la prossima settimana il Senato discuterà in aula proprio sull’argomento, a partire anche da una mozione presentata dal gruppo Pd, che “impegna il Governo ad adottare le iniziative necessarie a dare rapido recepimento, e conseguente attuazione, alla direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa al contrasto ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. E, in particolare, a prevedere misure alternative di pagamento da parte degli enti statali e territoriali, quali la possibilità di compensazione, nel periodo d’imposta successivo a quello di omesso pagamento, con i debiti erariali e i relativi accessori dovuti nei confronti di ciascuna amministrazione statale, regionale e locale”. Non c’è da illudersi che sia una soluzione semplice o facile: tuttavia il tema è indifferibile e pretende risposte adeguate. Ricordo che lo scorso anno nel nostro Paese vi sono stati più di 11.000 fallimenti, così come nell’anno precedente, mentre tre anni fa ve ne erano stati 9.000. Quindi, i fallimenti stanno crescendo in modo esponenziale, ed è necessario che lo Stato agisca almeno su una parte delle cause che determinano il rischio di fallimento all’interno della piccola e media impresa. Alcune misure, seppur parziali, grazie al lavoro svolto dalle commissioni Finanze e Bilancio del Senato, sono contenute nel Decreto per la semplificazione fiscale approvato mercoledì scorso, e ora all’esame della Camera per la conversione definitiva. Mi riferisco alla norma che introduce la possibilità della cessione dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione pro-solvendo (cioè con la garanzia aggiuntiva della solvibilità del debitore, che certifica la fattura e riconosce l’obbligo).  Mi pare che questa possa essere considerata una prima risposta concreta, e che possa costituire un passo avanti, soprattutto se dovesse cominciare a funzionare, generando un volano di fiducia.  Già in settimana alcuni grandi istituti bancari hanno iniziato a stipulare accordi con la SACE per utilizzare la nuova possibilità consentita loro per riaprire il credito, e credo che tutti gli altri si attiveranno in tempi brevi. Se funzionerà, come c’è da augurarsi, nel giro di poco tempo un volano di 15 miliardi di euro potrebbe entrare come fluido nei canali dell’economia e quindi rappresentare un primo segnale positivo per quanto concerne le imprese, soprattutto per quelle piccole e medie. Inoltre, un miliardo dei sei miliardi che erano stati messi dal Decreto liberalizzazioni a fronte dei crediti della Pubblica amministrazione centrale e` stato ora destinato ai crediti delle imprese nei confronti degli enti locali.  Ci si può interrogare se sia poco, o non abbastanza: ma è comunque un segnale importante. L’aver messo direttamente a disposizione dei Comuni un miliardo di euro è una risposta che va nella direzione giusta, un passo che può servire anche a dare un po’ di respiro alle imprese, alla piccola e alla piccolissima impresa. Soprattutto se, a breve, riusciremo col lavoro parlamentare a incidere su quello che considero un passaggio decisivo a sostegno della crescita: rivedere in modo selettivo il patto di stabilità, per consentire agli Enti Locali che hanno bilanci in equilibrio e rispettano i saldi, più flessibilità per investimenti a sostegno di opere e interventi per l’economia dei territori».

 

 

 

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