Pd E’ la Lega che ha votato contro il taglio degli stipendi d’oro

17 Mag
17 maggio 2012

      I senatori Pd Barbolini e Bastico rispondono alle accuse della Lega Nord modenese  

“Siamo al paradosso – dicono i senatori Pd Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico –  il Pd che, fin dal governo Prodi, ha sostenuto il taglio degli stipendi d’oro, ora viene accusato di essere il garante delle pensioni d’oro. E’ vero proprio il contrario: quando è stato il momento la Lega Nord ha votato contro la riduzione degli stipendi dei dirigenti pubblici, poi ha presentato un emendamento che porterà a una marea di ricorsi, con aggravio di costi per l’Erario, visto che tali ricorsi hanno un’altissima probabilità di essere accolti”.

“Si è trattato di una scelta obbligata: se non avessimo votato quella norma, si sarebbe aperta la porta (come in effetti sta avvenendo) ad una miriade di ricorsi, tra l’altro, con un’ottima possibilità per i ricorrenti stessi di ottenere una sentenza a loro favorevole visto l’orientamento costante della Cassazione e della Corte Costituzionale in materia. Quindi con costi certi per l’Erario e con un effetto complessivo assolutamente negativo per l’equilibrio della finanza”: è in queste parole dei senatori Pd Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico la ragione per cui, a inizio maggio, il Pd ha deciso di votare contro l’emendamento della Lega sulle pensioni dei dirigenti pubblici. “Per quanto alcuni tentino di mistificare la realtà, – proseguono i senatori – il tempo dimostrerà che la posizione del governo e del Pd è quella più corretta e di maggior tutela per lo Stato. La stessa relazione tecnica, redatta dal Ministero dell’Economia, rilevava che la norma contestata non produce effetti negativi per i saldi di finanza pubblica. La norma soppressa, infatti, si riferiva esclusivamente ai dirigenti dello Stato che hanno avuto la decurtazione dello stipendio e che avevano già maturato i requisiti per andare in pensione”. “Oggi la Lega Nord – continuano Barbolini e Bastico – cerca di salvare il salvabile di un partito in caduta libera di consensi e il cui nome è stato associato a scandali e corruzioni, accusando gli altri di incoerenza. E’ vero, invece, proprio il contrario. Le pensioni d’oro e gli stipendi d’oro sono stati, infatti, ridotti con provvedimenti proposti dal governo Monti ed approvati dal Pd, ma con voto contrario di Lega e Idv. In particolare con l’art. 23-ter del Decreto 201/2011 “Salva-Italia” è stato fissato un tetto massimo degli stipendi rapportandoli al trattamento economico del primo Presidente della Corte di Cassazione. Un tetto, tra l’altro, già introdotto dal governo Prodi e subito tolto dal governo di centro-destra (Lega Nord compresa), quando Berlusconi è tornato al governo. Riteniamo, quindi, che questa inversione di rotta, unitamente all’aver resi pubblici gli stipendi degli alti dirigenti dello Stato, siano merito del Governo Monti e del Pd che l’ha sostenuto”.

 

 

 

 
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