BANCHE: PD, GOVERNO SI ATTIVI CONTRO RISCHI MANIPOLAZIONE TASSI EURIBOR E LIBOR

11 Lug
11 luglio 2012

 

"Come intende agire il governo italiano per evitare il rischio di manipolazione dei tassi Euribor e Libor?". È questo, in sostanza, il senso dell’interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio Mario Monti, nella sua qualità di Ministro dell’Economia e delle Finanze, dai senatori del Pd Giuliano Barbolini e Maria Leddi.

Nell’interrogazione si ricorda che: "nel corso dell’ultima settimana, come riportato anche da autorevoli organi di stampa, sta emergendo in maniera chiara ed inequivocabile che il tasso Libor e il tasso Euribor sono stati oggetto di manipolazione da parte degli organismi ed enti coinvolti nella determinazione di tali tassi". In particolare, i senatori ricordano le dimissioni dell’amministratore delegato della banca inglese Barclays".

"La semplice messa in discussione dell’oggettività e neutralità dei tassi Libor ed Euribor mette a grave rischio la credibilità e quindi la stabilità dell’intero settore bancario- ricordano Barbolini e Leddi – e la manipolazione consisterebbe nel comunicare dati sui tassi di interesse non veritieri, ovvero nel concordare preventivamente tra le banche chiamate a indicare il tasso di finanziamento, la percentuale più conveniente al fine di condurre di operazioni sui contratti derivati, anche per volumi finanziari enormi, e che quindi anche scostamenti minimi dalla media oggettiva ma comunque ‘pilotati’ consentono alle banche di ottenere indebiti e enormi guadagni".

Pertanto i senatori del Pd chiedono al governo di: "convocare urgentemente il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, al fine di individuare, con l’ausilio e di intesa con le autorità di vigilanza, tutte le misure ritenute più adeguate per fornire ai risparmiatori indicazioni sulla natura e sull’ampiezza del fenomeno; sollecitare un’immediata indagine delle autorità di vigilanza per individuare e eventualmente sanzionare eventuali responsabilità delle banche italiane; attivare i canali informativi di competenza per un’azione comune di tutta l’Unione europea"

Si allega interrogazione.

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02970

Atto n. 3-02970 Pubblicato il 10 luglio 2012, nella seduta n. 761

Al Ministro dell’economia e delle finanze. –

Premesso che:

il tasso Euribor è il tasso di interesse, applicato ai prestiti in euro, calcolato giornalmente come media semplice delle quotazioni rilevate alle ore 11.00 su un campione di banche con elevato merito di credito selezionato periodicamente dalla European banking federation, la federazione delle associazioni bancarie nazionali;

il Libor è il tasso di interesse a breve termine per le principali eurovalute sul mercato interbancario di Londra;

nel corso dell’ultima settimana, come riportato anche da autorevoli organi di stampa economica specializzata, sta emergendo in maniera chiara ed inequivocabile che i due tassi sono stati oggetto di manipolazione da parte degli organismi ed enti coinvolti nella determinazione di tali tassi;

le responsabilità del management della banca Barclays per quanto riguarda il Libor hanno già determinato le dimissioni dell’amministratore delegato di tale banca inglese;

il tasso Euribor costituisce un parametro fondamentale per una definizione giornaliera dell’intera struttura dei tassi da applicare ai prestiti in euro che, quindi, rappresenta il tasso di riferimento cui sono indicizzati il tasso di interesse dei più diffusi e comuni contratti bancari, dai prestiti, ai mutui, agli affidamenti, e quindi la sua fissazione ha rilevanti effetti per milioni di risparmiatori, di famiglie e di imprese italiane;

la manipolazione consisterebbe nel comunicare dati sui tassi di interesse non veritieri, ovvero nel concordare preventivamente tra le banche chiamate a indicare il tasso di finanziamento la percentuale più conveniente, al fine di condurre operazioni sui contratti derivati, anche per volumi finanziari enormi, e quindi anche scostamenti minimi dalla media oggettiva ma comunque "pilotati" consentono alle banche di ottenere indebiti ed enormi guadagni;

la semplice messa in discussione dell’oggettività e neutralità dei tassi Libor ed Euribor mette a grave rischio la credibilità e quindi la stabilità dell’intero settore bancario;

il patrimonio di credibilità e affidabilità del settore bancario è stato già ampiamente eroso dalla crisi finanziaria 2007-2009 e, nonostante i tentativi positivi e meritori di introdurre regole più stringenti sulle modalità di operare delle banche, soprattutto nel settore dei derivati e del sistema bancario "ombra", e sul settore finanziario in generale (agenzie di rating, negoziazione di derivati fuori mercato, creazione di autorità di vigilanza europee), si registrano ancora condizioni di opacità e di illegalità, con nuovi e incombenti rischi di gravissima instabilità;

durante questo periodo, il sistema bancario italiano, per scelte consapevoli o per condizioni strutturali, ha potuto assorbire gli effetti della crisi in maniera meno devastante ed onerosa per le finanze pubbliche rispetto ad altri Paesi, come la Gran Bretagna, l’Irlanda e la Spagna,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga indispensabile, assunto il rischio sistemico che un tale scandalo può comportare, convocare urgentemente il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, al fine di individuare, con l’ausilio e di intesa con le autorità di vigilanza, tutte le misure ritenute più adeguate per fronteggiare al meglio la situazione;

se intenda fornire ai risparmiatori indicazioni sulla natura e sull’ampiezza del fenomeno;

se intenda sollecitare un’immediata indagine delle autorità di vigilanza per individuare ed eventualmente sanzionare eventuali responsabilità delle banche italiane;

se non ritenga opportuno attivare i canali informativi di competenza per un’azione Comune dell’Unione europea al fine di predisporre misure che consentano di sospendere o vietare l’operatività delle banche con sede all’estero e operanti in Italia di cui sia riconosciuta la responsabilità dalle rispettive autorità di vigilanza.

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