Poste, Barbolini e Bastico interrogano i ministri Passera e Fornero

13 Lug
13 luglio 2012

I senatori emiliani del Pd hanno presentato un’interrogazione sui pesanti tagli annunciati

La riorganizzazione annunciata da Poste Italiane avrà pesanti ripercussioni sul piano occupazionale e sulla qualità del servizio erogato, in particolare nelle zone colpite dal sisma dove, invece, c’è bisogno di un incremento del servizio stesso: di questo parlano i senatori Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico in una interrogazione presentata insieme ai colleghi dell’Emilia-Romagna (prima firmataria Maria Teresa Bertuzzi) e indirizzata ai ministri dello sviluppo economico Passera e del lavoro e delle politiche sociali Fornero. 

I senatori Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico, insieme ai colleghi dell’Emilia-Romagna (prima firmataria Maria Teresa Bertuzzi), hanno presentato una interrogazione al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera e al ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero sul Piano di razionalizzazione degli uffici postali annunciato da Poste Italiane. Com’è noto, la riorganizzazione comporta, nella sola Emilia-Romagna, il taglio di 120 uffici postali su 849 attivi (31 nel modenese) e di 137 zone di recapito (73 nel modenese). Misure che avranno pesanti ripercussioni sul piano occupazionale (la riduzione del personale nelle cinque regioni considerate è di 1.800 addetti), ma anche sulla qualità del servizio erogato. “Si tratta di una riduzione – si legge nel testo dell’interrogazione – operata su un territorio già in difficoltà per il terremoto, eppure nel quale, al momento, degli 80 uffici che erano stati chiusi dopo il sisma del 29 maggio, solo 20 restano chiusi, il resto è stato dichiarato agibile o, come nel caso di una ventina di uffici, è stato ricollocato in container o  in postazioni mobili su 4 ruote. In Emilia, quindi – proseguono Barbolini e Bastico – la preoccupazione è maggiormente sulle aree colpite dal terremoto dove si era prospettato un incremento del servizio, visti i problemi legati alla dislocazione dei cittadini nei campi di accoglienza e dove, invece, da luglio è iniziata la sperimentazione del Piano di riorganizzazione di Poste Italiane”. I senatori del Pd, quindi, chiedono a Passera e Fornero di intervenire “al fine di assicurare una adeguata concertazione tra la Direzione regionale emiliana di poste Italiane, la Regione Emilia Romagna e le amministrazioni locali, per evitare che decisioni unilaterali assunte dall’azienda arrechino seri disagi agli abitanti dei comuni del territorio e, in particolare, per garantire l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità nel rispetto del contratto di servizio postale universale”.  

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