Province:Si perde un po’ di sovranità, si guadagnano opportunit​à

19 Ott
19 ottobre 2012

“Bisogna guardare all’obiettivo finale” dicono gli ex sindaci di Modena Barbolini e Bastico

Ragionando solo con i sentimenti, a nessun modenese può piacere di primo acchito il ribaltamento alfabetico tra Modena e Reggio, ma in questo momento si sta giocando una partita più grande che è fatta di opportunità, di recupero di competitività, di risparmio di risorse a vantaggio della salvaguardia dei servizi e di sostegno alla crescita: sono contro le banalità delle disfide modenesi-reggiani, ma per una visione più ampia del riassetto degli enti locali i senatori Pd Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico, entrambi ex sindaci di Modena. Ecco la loro dichiarazione congiunta:

«Diciamolo: a pelle, non piace neanche a noi il ribaltamento alfabetico, per cui la nuova realtà territoriale intermedia si denominerà Provincia di Reggio-Modena. Tuttavia la sostanza del problema non sta lì e costruirci il nome una campagna di mobilitazione e dissenso (appellandosi a un campanilismo forse un po’ retro per tentare di lucrare qualche voto) ci appare come un segno di un grande vuoto di contenuti. Non è questo il compito della politica e delle istituzioni. Il superamento delle attuali Province e l’individuazione di un’area territoriale omogenea per l’ente intermedio è stata una scelta, come spesso è accaduto per molti rapporti tra noi e i reggiani, tribolata, ma alla fine consegna a Modena e Reggio vere opportunità, che debbono essere al centro delle valutazioni e delle scelte politiche. Abbiamo già un esempio positivo, quello dell’Università che, quando ha ceduto sovranità, divenendo di Modena e Reggio, ha però recuperato un vantaggio competitivo, per massa critica e assetto strutturale, contrastando i rischi di un possibile indebolimento. E consideriamo che poter ragionare su un’area vasta permetterà di disegnare in modo più funzionale le Unioni dei Comuni, recuperando risorse e razionalizzando la spesa, a tutto vantaggio della salvaguardia dei servizi e del sostegno alla crescita. Non saranno solo le istituzioni locali a riorganizzarsi su questa scala, ma anche gli uffici decentrati dello Stato, le organizzazioni economiche e sociali, con obiettivi di contenimento della spesa pubblica e ottimizzazione della sua efficienza/efficacia. Certo, sarà tutto complesso e un po’ faticoso, ma i risultati per le comunità interessate sicuramente premianti. E al centro dovranno esserci i cittadini e le imprese: tutte le risorse che si libereranno dovranno essere finalizzate ai servizi alle persone e al sostegno all’economia e allo sviluppo dell’occupazione. E in una logica di valorizzazione delle identità e delle vocazioni territoriali, evitiamo di fermarci a guardare il dito, senza puntare alla luna: l’obiettivo della nuova definizione territoriale intermedia è quello di "riequilibrare" il peso delle nostre realtà integrate, Modena-Reggio e Reggio-Modena, nella dimensione regionale, e nel rapporto con Bologna, che a sua volta riceverà impulso dalla previsione dell’area metropolitana. Modena non perderà nulla di ciò che le spetta: non la sua identità, non la sua vocazione, non il suo peso. Sarà anzi capoluogo di una provincia più grande e significativa. Il nostro auspicio è che la discussione cominci a concentrarsi su questi temi, sicuramente sfidanti ma carichi di enormi potenzialità, e non sui nomi»

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