Meditate gente, meditate…

18 Mag
18 maggio 2013

Da alcuni giorni si levano lamenti e preoccupazioni perché, dal mese di giugno, la riscossione per il sistema degli Enti locali rischia il caos: Equitalia cessa l’attività, non riceve più i ruoli dei Comuni, che però in gran parte, circa 6.000, non hanno provveduto a organizzare forme sostitutive, anche per le carenze di un quadro normativo che rende difficoltoso e improbabile garantire l’esecutività della esazione coattiva. L’esito era però facilmente prevedibile, e il sottoscritto lo aveva preconizzato oltre un anno fa, quando il Parlamento sull’onda emotiva delle proteste contro le  vessazioni di Equitalia aderì alla richiesta della stessa, che non vedeva l’ora, di “scorporare” dalle sue funzioni la riscossione per conto degli Enti locali. Questo anche per le richieste dell’ANCI, che intravvedeva lo spazio per organizzare in autonomia, e convenienza, un servizio al sistema dei Comuni.  Ma anche nell’ambiguità di quanti, come la Lega, strizzavano l’occhio a privati concessionari, o delle spinte di molti territori a “far da sé”,  dando vita a una pletora di società, pubbliche o in concessione. Non ci voleva molto a capire che si rischiava una frammentazione, più costi pubblici, perdita di efficienza e trasparenza nella gestione di un servizio così delicato e “sensibile”. In aggiunta a quei maggiori oneri che verranno di conseguenza, Equitalia ha quasi 2000 dipendenti destinati a questa attività che dovranno essere ricollocati, ovvero risultano in esubero, e molti Comuni, per le sfasature nella fase di transizione, perderanno significative fonti di entrata già iscritte a bilancio. Festeggeranno solo morosi ed evasori, che non avendo pagato, la scamperanno, con buona pace dei contribuenti diligenti che hanno versato il dovuto, anche quando, magari solo per dimenticanza, sono incorsi in una sanzione per moratoria.

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