Dopo la sentenza della Cassazione: una certezza, e una speranza

02 Ago
2 agosto 2013

La sentenza della Cassazione ha un significato enorme. Non tanto perché probabilmente chiude un’epoca, e costringerà il paese, non solo la politica, a trarne le conseguenze, sperando che ne vengano elementi di positività. L’aspetto per me più importante è la dimostrazione che se ne ricava della forza della democrazia e della tenuta dei principi e valori che informano la Costituzione. Durante il ventennio berlusconiano abbiamo registrato tantissimi, e spregiudicati, tentativi di distorsione di principi e regole per sottrarre una persona e i suoi interessi dal dovere di rispondere sul piano del rispetto ed osservanza della legalità. Ci sono stati colpi di mano, si sono determinati non pochi vulnus in termini di eguaglianza di trattamento, e soprattutto sono stati sviliti, con la giustizia, i valori dell’etica pubblica, dell’interesse generale, del bene collettivo. Ma, nonostante tutto, alla fine, pur scontando i lasciti deteriori sulla realtà morale, economica e sociale del paese, il sistema delle regole e delle garanzie poste a loro presidio ha avuto ragione della protervia, delle falsificazioni, della logica eversiva che puntava a sovvertirle. Onore ai Padri Costituenti, perché il disegno di pesi e contrappesi, la ripartizione dei poteri, le garanzie fondamentali, anche se con qualche ipertrofia e lentezza di funzionamento, e pur messo a dura prova, è stato capace di reggere. Ma anche un riconoscimento a quanti, in forme e con responsabilità diverse, hanno saputo dar corpo, e tradurre in azioni di tenuta e vitalità democratica e costituzionale il monito “resistere, resistere, resistere”. Dunque, si può tornare a un paese normale: non sprechiamo questa occasione, evitiamo altre guerre di religione. Questa è una grande opportunità anche per il centro destra: ho sentito il videomessaggio di Berlusconi, e c’è da immaginarsi l’ondata di vittimismo, la retorica di restyling con la nuova “Forza Italia”, la canea della compagnia di giro del cerchio magico ( con nani e ballerine al contorno ) che dobbiamo aspettarci per la ripresa dopo l’estate. Ma resta il fatto che, quando una sentenza diviene esecutiva, si modificano i fattori: quel movimento che nascerà, pur nel segno di Berlusconi, e magari anche centrato ancora sui suoi interessi, dovrà necessariamente trovare nuove leadership, produrre un ricambio generazionale, mettersi in rapporto con quel processo di modernizzazione e svecchiamento che la sfinita società italiana aspetta da tempo, e ora non sarà più disposta ad attendere oltre. Vuoi vedere che, saltato un tappo, si troverà anche il modo di liberare energie, e trovare qualche ricetta per la crescita ?

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