Primarie PD: per Modena scelgo Muzzarelli

24 Feb
24 febbraio 2014

Il 2 marzo iscritti ed elettori del PD sono chiamati a scegliere il candidato Sindaco per le elezioni amministrative del Comune di Modena che si terranno il prossimo  25 maggio, e il mio primo auspicio è che ci sia una grande partecipazione al voto.

Avrei preferito fossero primarie di coalizione, perché questo avrebbe facilitato il percorso successivo di costruzione di un’alleanza e di un programma condiviso,  in un orizzonte di centro sinistra, che invece dovrà essere compito di chi risulterà vincitore di questa prima fase: a maggior ragione, perciò, è bene che la sua legittimazione sia ampia. Vincere le primarie, è bene ricordarlo, significa qualificarsi per la finale: ma il titolo  si vince solo se là si arriva primi.

Sono primarie per scegliere un candidato Sindaco: può apparire un’ovvietà, ma forse richiedono qualche avvertenza. Le primarie sono un tratto identitario del profilo del PD, ma anche  uno strumento che va maneggiato con equilibrio, temperando il rischio ( che spesso si è verificato ) di approcci da tifoserie schierate, o di criteri di valutazione segnati da fattori di percezione esteriori, a scapito di una più profonda disamina delle ragioni di merito.

Ho visto emergere qua e là, per inquadrare e definire il profilo dei tre candidati, categorie interpretative assai discutibili e fuorvianti che ripropongono logiche fruste da schieramenti congressuali ormai archiviati,  e, al solito, vecchio contro  nuovo (l’“apparato” piuttosto che il rinnovamento, gli “ex-comunisti” in contrapposizione ai cattolici,  continuità o discontinuità con l’amministrazione uscente,  supporters pro-Cuperlo a fronte di Renziani doc ).

Tutto questo non conta per fare una buona scelta, perché il punto è: quale persona ha le migliori caratteristiche potenziali per assolvere al meglio una funzione ( monocratica, si badi bene ) di così grande rilevanza e responsabilità?

A maggior ragione il Sindaco che verrà dovrà misurarsi con sfide inedite rispetto alla storia e al capitale sociale accumulato in tanti anni di buon governo,  considerando che Modena non vive una fase ordinaria. La Modena della piena occupazione e di un’impresa ogni 6/7 abitanti, della cultura, dei servizi, della qualità dell’ambiente e del benessere sociale è, in un mondo in cui tutto è in cambiamento, a un passaggio cruciale.

Si tratta di guidare una nuova, necessariamente diversa, fase di rilancio del fare lavoro e dell’intraprendere, di salvaguardia e innovazione del sistema di welfare, in una prospettiva di sostenibilità dello sviluppo, di compatibilità ambientale, di riqualificazione e rigenerazione del tessuto urbano, di prevenzione dei rischi idraulici e sismici, e per la sicurezza delle persone e la coesione nella comunità, con risorse calanti e vincoli e problematicità crescenti.

Bisogna restituire a Modena il posto che merita nel posizionamento a scala regionale, nella dimensione nazionale, e in proiezione europea ed internazionale: ci sono eccellenze che vanno meglio promozionate e messe a valore, nella meccanica e nei motori, nell’agroalimentare, nell’information technology, per cultura e turismo, nel welfare. E soprattutto collocandosi sull’asse della green economy, e dell’innovazione, formazione e ricerca, come con il Tecnopolo.

Anche il superamento delle Province, il decollo delle gestioni su area vasta attraverso le Unioni, e il ruolo di coordinamento e indirizzo affidato ai Sindaci sull’insieme dei problemi nel territorio provinciale caricano di responsabilità inedite la funzione e la responsabilità del Comune capoluogo e di chi sarà designato a guidarlo. Viene meno quella che è stata tradizionalmente la prerogativa della Provincia, almeno da noi: esercitare un calmieramento rispetto alle dinamiche ed i riflessi sul territorio conseguenti alla forza gravitazionale centripeta dispiegata dalla città, e promuovere equilibrio.

Ora questa “mission” entra a pieno titolo nel novero delle priorità del Comune di Modena, oltre che degli altri Comuni, componente di un’esigenza strategica: in una Regione che avrà la presenza della Città Metropolitana di Bologna, e vedrà progressivamente integrarsi  l’entità della Romagna (come già sta avvenendo nella sanità), la realtà modenese deve sapersi organizzare come territorio e sistema di relazioni, aperto anche verso la dimensione reggiana e dell’emilia occidentale, oltre che interlocutore della stessa Bologna e perno-laboratorio di innovazione delle politiche regionali, per essere riferimento e protagonista anche sul piano nazionale, ed europeo.

Se questa lettura delle criticità è corretta, e lo è, il profilo di Gian Carlo Muzzarelli si impone come quello di migliore affidabilità per i requisiti, senza nulla togliere al rispetto e alla considerazione che meritano gli altri due candidati.

La qualità e varietà delle esperienze maturate da Assessore e Vice-presidente in Provincia e poi da Consigliere e Assessore alle attività produttive e green economy in Regione, insieme a quella, precedente, di giovane e volitivo Sindaco di Fanano, sono garanzia di capacità, energia, e propensione all’innovazione: attitudini di cui chiunque sarà investito della guida del Comune dovrà dimostrarsi massimamente dotato.

Anche il difficile lavoro svolto per la gestione dell’emergenza del terremoto, e per l’avvio della ricostruzione, nei paesi della Bassa così duramente colpiti, come nella più recente alluvione delle zone di Bastiglia e Bomporto, e territori adiacenti, ha costituito un impegnativo banco di prova di serietà, dedizione e concretezza, e insieme ha accentuato l’acquisizione, per necessità del ruolo, di una forte e qualificata rete di relazioni e conoscenze in proiezione nazionale ed europea.

Oltre a questi aspetti, non opinabili, ritengo che deponga a favore di Giancarlo Muzzarelli anche il fatto di essere rimasto estraneo al dibattito politico e amministrativo modenese di questi anni ( che non ha certo brillato per particolari elevatezze ) e soprattutto di essere nella condizione migliore per voltare pagina, senza dover scontare gli inevitabili condizionamenti in cui invece può trovarsi chi sia stato partecipe di schieramenti e polemiche passate.

Parlo con cognizione di causa, citando da “Al Governo del  Comune”(pag. 165-166), a cura di Marco Cattini: “Concludendo, risulta evidente che la legislatura 1990-1995 … <chiude> un primo ciclo  della vita repubblicana del Municipio modenese e <ne apre>, nel contempo, uno nuovo del quale non è agevole misurare la portata e valutare le conseguenze… L’impressionante ricambio ( per l’80%, una percentuale mai raggiunta prima nel Consiglio Comunale dal secondo dopoguerra ) è una prova evidente della crisi di identità complessiva del vecchio sistema politico perpetuatosi ininterrottamente dal 1947 ai primi anni ’90. … Notevole risulta anche il ricambio avvenuto nelle maggiori cariche del Comune… Giuliano Barbolini è il primo Sindaco eletto direttamente dai cittadini, … nuovo alle cariche di governo del Comune, anche se vanta una carriera politica di tutto rispetto, come nuovi sono sette assessori su otto componenti la Giunta”. Anche nel 1995 la città viveva una fase critica, ma fu avviata quell’opera di cambiamento e innovazione  che poi portò, nell’arco dei nove anni dei miei due mandati da Sindaco, per effetto delle molte realizzazioni, a una ripresa di slancio, con una crescita qualitativa, economica e sociale, e in generale di benessere della comunità e dei cittadini modenesi

Per l’insieme delle ragioni sopra esposte, a me pare che la candidatura di Muzzarelli possa risultare quella decisamente più autorevole, adeguata, e inclusiva, sia per riallacciare i fili di un dialogo e far ritrovare alla città la sintonia con la politica e il governo municipale, che in questi anni difficili si è affievolita, sia per mobilitare energie, speranze e partecipazione attorno a visioni e scelte condivise, da tradurre in progetti e concretezza di attuazione. E questo nell’ottica della costruzione della coalizione di centro sinistra, anche allargata al centro democratico, per confermare, vincendo auspicabilmente al primo turno, la guida del Comune nelle elezioni del prossimo 25 maggio.

Per una migliore sicurezza e garanzia di risultato, è utile partecipare in tanti, e farlo bene, alle primarie PD del 2 marzo.

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