Un voto utile per aprire a un nuovo ciclo

21 Mag
21 maggio 2014

Seguendo ed appoggiando la campagna elettorale di Gian Carlo Muzzarelli per le amministrative di domenica prossima, sono affiorati alla mia memoria molti ricordi riguardanti  la mia esperienza di Sindaco di Modena che si concludeva dieci anni fa, proprio in questo periodo. E’ anche stata per me un’occasione utile per “rinfrescare”, pur indirettamente, il contatto con problemi e progetti in evoluzione, e con le nuove sfide intervenute nella comunità.

Con la velocità dei cambiamenti di oggi, quei tempi appaiono, e sono, molto lontani: eppure, a ben vedere, ci sono non pochi aspetti che possono offrire riferimenti interessanti.

Anche allora, a fronte di una disoccupazione al 7% (livello inedito per Modena), di grandi difficoltà nel sistema della piccola e media impresa nell’impatto con la globalizzazione dei mercati, mentre esplodevano fenomeni nuovi, e destabilizzanti della coesione sociale (il tema “sicurezza”), urgevano scelte di portata strategica e innovativa: soprattutto c’era da sconfiggere una “sindrome del declino” che permeava il dibattito pubblico e alimentava la sfiducia, e da rispondere ad una domanda di “senso” circa le prospettive del futuro della città, in grado di sconfiggere la rassegnazione e di mobilitare energie e intelligenze della comunità (davvero un capitale straordinario, ricordiamolo sempre) su speranze e progetti condivisi.

Molte sono state le realizzazioni compiute, con la partecipazione e protagonismo di tanti,  e i risultati degli sforzi profusi hanno consentito una forte ripresa di slancio, una crescita qualitativa, economica e sociale, e in generale di benessere, della comunità e dei cittadini modenesi. Una valutazione che, in generale, mi pare di trovare confermata quando vivo la città e incontro cittadini che hanno memoria di quegli anni, e di cui ho avuto percezione anche nel corso di queste settimane di contatti e incontri in vista delle elezioni del prossimo 25 maggio.

Gli effetti della crisi economica seguita al 2008, i dati della disoccupazione, specie giovanile, quelli della riduzione del reddito disponibile per le famiglie e le conseguenze del terremoto e delle alluvioni sull’economia provinciale, insieme all’acuirsi del disamore verso la politica e le istituzioni da parti crescenti dell’opinione pubblica consegnano un quadro sicuramente molto complesso e difficile per chi si proponga di guidare il Comune dal 25 maggio in poi. Specialmente considerando le minori disponibilità di risorse e i maggiori vincoli di condizionamento che penalizzano l’azione amministrativa di Regioni ed Enti Locali (e che hanno oggettivamente limitato l’operatività della Giunta Pighi nel suo secondo mandato), se non interverranno, anche a seguito di auspicabili mutati equilibri politici sul piano europeo, significative modifiche alle normative fortemente centralizzatrici in tema di rigidità dei parametri imposti per il rispetto degli equilibri di finanza pubblica.

Ci sono però tante energie vive che si sono manifestate nel corso della campagna elettorale, portatrici di istanze di innovazione e confidenti nella possibilità di far recuperare a Modena uno slancio e una capacità di proiezione e relazioni che ne rafforzino la dimensione europea, il ruolo nazionale e la funzione di riferimento nella dimensione regionale, come perno di una realtà territoriale integrata e multicentrica.

C’è una domanda, più consapevole e diffusa, circa la necessità di fare “rete” e agire come “sistema” nella competizione con gli altri territori e paesi, di investire sulla formazione e la ricerca per l’innovazione produttiva, qualificare le nostre incomparabili eccellenze, dispiegando tutte le potenzialità insite nella visione di un’economia “green” ed ecosostenibile ai fini della loro valorizzazione, e di promuovere cultura e interpretare il welfare come fattori di crescita per la coesione sociale e volano di sviluppo. E poi di una città meno energivora, che consolidi il “saldo zero” nel consumo di suolo, e “rivisiti” il suo tessuto urbano.

Insomma, occorre, come periodicamente si è sempre proposto necessario, avviare una nuova stagione nel Governo della città: per farlo ci vogliono gli uomini e le idee all’altezza dei problemi, e che vi sia  l’autorevolezza e l’affidabilità, fondata sulla competenza e la solidità, per fronteggiare e superare le sfide.

Gian Carlo Muzzarelli, e la coalizione di centro sinistra che lo sostiene, hanno queste prerogative, a differenza di ogni altro candidato o schieramento in campo. Invocare una discontinuità, con l’esigenza di un cambiamento rispetto alla tradizione democratica e progressista del governo cittadino, e per questo dipingere la città come un coacervo di negatività che suonano caricaturali, false e ostili non porta da nessuna parte: essere semplicemente contro, senza un progetto e una visione, è esercizio sterile, che non giova al confronto (lo si è visto in questa campagna elettorale) e non garantisce certo alla città di saper uscire dai problemi conosciuti negli anni difficili che abbiamo alle spalle.

Vale per i diversi candidati di una destra divisa, e per quello del Movimento Cinque Stelle: del resto Parma è vicina, per chi ne voglia una riprova. E pure per chi si colloca nell’ambito del “civismo”, con una prospettiva asfittica di rinchiudersi in un localismo difensivo, quando l’esigenza della città è quella di aprirsi a relazioni e contatti in un orizzonte a scala europea ed internazionale. E meno che mai risulta convincente la scelta che, collocandosi in una prospettiva di sinistra, coltiva “a dispetto”, specie per chi  è stata partecipe delle decisioni di governo di questi ultimi dieci anni, come obiettivo massimo dichiarato quello di raccogliere consensi, che, venendo a mancare alla coalizione che sostiene Muzzarelli, abbiano l’effetto di portare lui ed il centro sinistra per la prima volta al ballottaggio nella conquista del Comune.

Mi sento di fare al riguardo l’invito che rivolgo anche per il voto nella altrettanto cruciale competizione delle elezioni europee: abbiamo visto sabato scorso, con una Piazza Grande gremita, quale seguito di entusiasmo e speranza accompagni l’impegno di Renzi, e l’azione intrapresa dal suo Governo. E come il suo operato raggiunga e conquisti strati sociali e giovani fin qui refrattari a riconoscere nel Pd un riferimento. Da un buon esito delle elezioni europee si può davvero aprire una fase nuova di cambiamento e rilancio del Paese: è un passaggio cruciale, in cui, anche se non tutto l’operato di Matteo Renzi può risultare convincente, e piuttosto bisognoso di affinamenti e correttivi negli aspetti più sbrigativi e superficiali, non gli va fatto mancare il sostegno più ampio e convinto da parte di tutto l’elettorato che finora ha votato e si è riconosciuto nel PD, lasciando da parte disaffezioni e riserve.

Mi auguro, e invito che si agisca così anche nel voto di Modena da parte di tutti gli elettori del centro sinistra, e di quanti ne conoscono e apprezzano la persona, che Gian Carlo Muzzarelli registri un largo successo:  vincere bene dà più soddisfazione che vincere un po’ meno bene, e soprattutto facilita l’avvio del lavoro per la presa in carico, e la più agevole soluzione, dei molti dossier e problemi aperti nella città.

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2 commenti
  1. Angelo Fanara says:

    E’ una bella, moderna e centrata riflessione. Ciao

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  2. ruggero garagnani says:

    Condivido pienamente l’analisi e…sicuramente la soluzione indicata per il 25 maggio. Ritengo che la scommessa che ha di fronte Gian Carlo Muzzarelli, in caso di successo, sia quella di indovinare la scelta di coloro che, condividendo intimamente lo spirito del programma, lo affiancheranno nel governo della città.

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