Un tavolo tecnico in materia di riscossione

07 Ott
7 Ottobre 2014

Nei mesi scorsi, in ragione del lavoro e dell’esperienza maturata in Commissione Finanze e Tesoro e nelle Commissioni Bicamerali per l’Anagrafe Tributaria e per il Federalismo fiscale, sono stato coinvolto in un  Tavolo di lavoro, costituitosi presso l’Università “Niccolò Cusano” di Roma, per lo studio delle tematiche legate alla riscossione delle entrate pubbliche, con particolare attenzione al rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente, ed al riordino della disciplina della riscossione delle entrate degli enti locali, nel rispetto della loro autonomia, come previsto dalla delega fiscale approvata nel febbraio scorso.

L’iniziativa nasce su impulso del prof. Giovanni Puoti, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo, unitamente ai professori della stessa Università Bruno Cucchi, docente di Diritto processuale tributario, Federica Simonelli, docente di Diritto della riscossione delle entrate pubbliche e Carla Lollio, docente di Diritto tributario, e coinvolge, con il sottoscritto, Giorgio Benvenuto, già Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, il Dott. Angelo Coco, Responsabile Enti e Contribuenti di Equitalia Spa, la dott.ssa Maria Cinquepalmi, vice presidente di ANUTEL (Associazione Nazionale Uffici Tributari Enti Locali), l’avv. Alessandra Puoti, esperta di Diritto Amministrativo. A breve, il Tavolo dovrebbe integrarsi con la partecipazione di competenze in rappresentanza degli Ordini degli Avvocati e dei Commercialisti.

Scopo del lavoro, sul piano tecnico – scientifico, è quello di procedere alla integrale rivisitazione della normativa di settore, per rispondere all’esigenza determinata dal momento particolarmente delicato che sta vivendo il sistema di riscossione, sia nazionale che territoriale. Da una parte emergono all’attenzione pressoché quotidianamente le varie problematiche, e i profili di criticità, che concernono l’operatività degli Agenti della Riscossione, dall’altra va evidenziata una grande preoccupazione per gli aspetti organizzativi e strutturali che gli enti locali dovranno affrontare nel momento in cui Equitalia cesserà  di operare nel ramo della fiscalità locale (al momento, definitivamente, col 31 dicembre 2014).

E’ indubbiamente necessario  riformare il sistema, migliorare il rapporto tra fisco e contribuente, contrastare l’evasione perché il contribuente “virtuoso” possa beneficiare di una riduzione della pressione fiscale. Bisogna porsi la finalità di prevedere adattamenti ed innovazioni normative e procedurali idonei ad assicurare la semplificazione delle procedure di notificazione, di recupero dei crediti, nonché atti a  perfezionare gli strumenti deflattivi attualmente vigenti, ed eventualmente attivarne dei nuovi, anche mutuati dall’esperienza di altri Paesi Europei, che possano abbattere l’esorbitante numero di contenzioso pendente, e che rendano sistematica la collaborazione del contribuente con gli Uffici Finanziari.

Va semplificata l’esecuzione della normativa che regolamenta la notificazione degli atti tributari, nonché il procedimento di espropriazione coattiva, e l’adozione dei provvedimenti cautelari, (quali il fermo amministrativo degli autoveicoli e l’iscrizione ipotecaria), che dovranno trovare collocazione sistematica più come “rimedi” di ultima istanza per il recupero del credito che non come mezzi di esecuzione massivi e generalizzati, attraverso un nuovo schema normativo che contemperi le esigenze di tutela del contribuente e la garanzia del credito posto in riscossione. In un’ottica, a tal proposito, di particolare attenzione alle implicazioni dei profili espropriativi incidenti sull’immobile abitativo, sull’esercizio dell’attività professionale ed imprenditoriale, sulla salvaguardia del contribuente in situazione di grave difficoltà economica.

Problematiche di grande rilevanza emergono, e si fanno ormai cogenti, nella realtà della fiscalità locale. E’ necessario creare un modello, e avviare processi organizzativi, che possano permettere anche agli Enti Territoriali di piccola entità di gestire i servizi di accertamento, liquidazione e riscossione delle entrate  locali con idonei strumenti normativi, con il contenimento dei costi, nel rispetto e nell’osservanza dei requisiti richiesti dagli Organi di controllo e con indubbi vantaggi per il cittadino/contribuente.

Ci si propone di formulare proposte normative tese ad “assicurare competitività, certezza e trasparenza nei casi di esternalizzazione delle funzioni in materia di accertamento e di riscossione, nonché adeguati strumenti di garanzia dell’effettività e della tempestività dell’acquisizione diretta da parte degli enti locali delle entrate riscosse, attraverso la revisione dei requisiti per l’iscrizione all’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni”, ed alla emanazione di linee guida per la redazione di capitolati di gara e per la formulazione dei contratti di affidamento o di servizio, come recita la lettera c) comma 3) dell’art.10 della delega fiscale, oltre agli altri profili già sottolineati.

In questo modo, ricercando le opportune sintonie con IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) e soprattutto con ANCI, il lavoro del Tavolo si propone di dare sia un contributo di merito tecnico-scientifico ad una revisione organica della materia della riscossione nel suo complesso, sia di concorrere ad imprimere un impulso alla adozione dei decreti attuativi della delega fiscale anche per quanto riguarda le previsioni dell’art. 10 in materia di riforma della riscossione locale, che sembra invece al momento relegata in un limbo, perdurando un’incertezza che si riverbera negativamente sull’operatività degli Enti. Ciò, insieme alla messa in evidenza della necessità di accompagnare la previsione, del tutto corretta e pienamente da condividere, di una rafforzata responsabilità e autonomia dei Comuni nella gestione dei propri tributi, come la delega peraltro descrive, con appropriati investimenti formativi ed organizzativi.

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